C’è un legame tra età della pensione e rischio di Alzheimer?

lavoro ed alzheimer

Analizzando i dati di una compagnia francese di assicurazioni sanitarie, Carole Dufouil, PhD in forza all’INSERM di Bordeaux (l’istituto nazionale francese per la sanità e la ricerca medica) ha osservato come per ogni anno trascorso al lavoro oltre i 60 anni il rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer si abbasserebbe del 3,2%.

Prendendo in considerazione anche altri fattori di rischio nell’elaborazione dei risultati, Dufouil ha rilevato come un lavoratore che vada in pensione a 65 anni abbia il 14,6% di possibilità in meno di sviluppare l’Alzheimer rispetto a chi lo fa a 60.

Lo studio è stato condotto sui clienti di una compagnia di assicurazione francese: lavoratori autonomi, principalmente titolari di negozi e artigiani. Sono stati analizzati i profili di 430.000 individui in pensione a dicembre 2010, inclusi 11.397 casi di persone che hanno sviluppato il morbo di Alzheimer o altre forme collegate di demenza dopo la pensione.

Dal panel sono stati invece esclusi i soggetti ai quali era stato diagnosticato il morbo di Parkinson in una qualsiasi fase della loro vita e quelli con un’apparente forma di demenza al momento del pensionamento.

Per via della grande mole di dati da analizzare, la ricerca è stata condotta anche per sottogruppi, andando a determinare come tra questi differisca la relazione tra età del pensionamento e rischio di Alzheimer.

In due gruppi sono state osservate differenze particolarmente rilevanti dal punto di vista statistico, vale a dire uomini vs. donne e artigiani vs. titolari di negozi, ma in tutti i casi è stata dimostrata una significativa diminuzione del rischio, di almeno due punti percentuali, per ogni anno in più trascorso al lavoro dopo i 60 anni.

Non ci sono invece state grandi variazioni considerando l’età dei soggetti o l’età nella quale è stato diagnosticato l’Alzheimer.

Lo stesso team di ricerca riconosce tuttavia alcuni limiti dello studio: i risultati, infatti, non sarebbero applicabili ad altri tipi di occupazione, la definizione di insorgenza della demenza potrebbe essere messa in discussione e la ricerca non tiene conto di dati quali livello di istruzione e altri fattori di rischio importanti.

Ciononostante, le evidenze ottenute non fanno che confermare il beneficio che le persone anziane traggono dal mantenere alti livelli di sforzo cognitivo e stimolazione sociale.

FONTE: http://www.youtube.com/watch?v=aO5x2Go6b2g#t=64

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